La “Devitalizzazione” ( o trattamento endodontico o cura canalare ) costituisce la terapia ideale della carie invasiva  e consiste nella asportazione della polpa e/o dei suoi residui infetti.

La polpa dentale (spesso chiamata “il nervo”) è in realtà un tessuto costituito da vasi sanguigni, connettivo e nervi presenti all’interno del dente; in particolare in corrispondenza della corona c’è la camera pulpare e all’interno della radice il canale radicolare. I denti anteriori superiori hanno di solito una radice ed un solo canale, gli incisivi ed i canini inferiori ed i premolari una o due radici e uno o due canali, mentre i molari due o tre radici e tre o quattro canali.

Quando i batteri attaccano la polpa si ha una pulpite cioè l’infiammazione del nervo, spesso dolorosa. Col tempo i batteri distruggono progressivamente tutta la polpa e, uscendo attraverso l’apice della radice, si fanno strada nell’osso portando anche lì l’infezione, e possono causare una infiammazione di quella zona, chiamata periodontite apicale acuta che si manifesta spesso con sintomi come dolore spontaneo e alla masticazione, gonfiore del volto (ascesso), gonfiore delle linfoghiandole, talvolta febbre, fistola (fuoriuscita di pus dalla gengiva). Quando il problema diventa cronico si formano granulomi o cisti, visibili con le radiografie come aree scure rotonde intorno alle radici. Ascessi, granulomi, cisti e fistole sono dovute alla presenza dei batteri e di tossine che inducono questa  reazione difensiva da parte dell’organismo.

Quando insorgono questi problemi, se si vuole evitare l’estrazione e se ne vale la pena, si può optare per la  devitalizzazione, un tentativo di salvare il dente che riesce nell’80/90% dei casi.

Si tratta di un vero e proprio intervento di microchirurgia, spesso piuttosto indaginoso  quando si lavora su:

  • molari o premolari
  • radici curve o lunghe
  • canali stretti o con calcificazioni interne
  • denti già devitalizzati (ritrattamento canalare)
  • denti in posizione molto arretrata
  • pazienti che aprono poco la bocca.

 

Le indicazioni della devitalizzazione sono, oltre alla carie profonda, traumi dentali e talvolta la parodontite grave. Talvolta sono necessarie diverse sedute.

La seduta consiste nel:

  • praticare una anestesia locale
  • isolare il dente con la diga di gomma
  • ripulire il dente dalla carie
  • asportare completamente la polpa (il nervo) o i suoi residui infetti e sagomare i canali per tutta la loro lunghezza con strumenti a mano e meccanici
  • detergere il più possibile i canali da ogni residuo di materiale pulpare e batteri, effettuando lavaggi ripetuti con diversi liquidi
  • talvolta si effettuano medicazioni canalari temporanee
  • effettuare alcune radiografie di controllo (solo quelle strettamente necessarie),
  • otturare il canale o i canali: i canali devono essere otturati ermeticamente cioè riempiti con un materiale a base di gomma (la guttaperca) e cemento.

Lo scopo di questo ultimo passaggio è quello di evitare che i batteri si moltiplichino di nuovo.

Successivamente si può procedere, in base alla quantità di dente sano rimasta,  all’otturazione semplice o alla  ricostruzione o all’applicazione di un perno nel caso in cui i denti siano molto rovinati (oggi si utilizzano dei perni in fibra di vetro che vengono cementati all’interno dei canali e servono ad ancorare alla radice la ricostruzione eseguita sulla corona), e  in quest’ultimo caso è bene applicare successivamente di una capsula o di un intarsio.

 

Rischi, complicanze e problemi

  • se è stata effettuata l’anestesia è bene attendere che passi prima di masticare cibi duri.
  • è possibile che il dente rimanga sensibile alla masticazione per alcuni giorni.
  • talvolta dopo aver trattato canali infetti, succede che dopo uno o più giorni dall’intervento il dente faccia male. Questo può essere dovuto alla presenza di batteri nei canali e alle manipolazioni che ha subito il dente durante il trattamento. Non bisogna allarmarsi perché i fastidi tendono a scomparire in poche settimane; se il dolore è forte lo si può alleviare con degli antinfiammatori. Nei rari casi in cui il dolore è insopportabile, se compare febbre superiore ai 38°C, se si forma un gonfiore vicino al dente è opportuno contattare il dentista.

 

I risultati della cura sono positivi nella grande maggioranza dei casi; alcune volte può capitare che un granuloma non guarisca, soprattutto nel caso di ritrattamenti in denti già trattati.

Talvolta capita che un sottile strato del materiale usato per l’otturazione provvisoria si consumi o cada. Se dovesse cadere del tutto ritornate presso lo studio.

Un dente devitalizzato ha una probabilità maggiore di fratturarsi. Questo può capitare sia dopo pochi  giorni che a distanza di anni, e costringe talvolta all’estrazione del dente; per questo, specie se si tratta di molari o premolari molto rovinati, è consigliabile ricoprirli con una corona (capsula), previa eventuale ricostruzione con dei perni ancorati alla radice.

Può succedere che il dente cambi colore, ma attualmente ci sono efficaci tecniche di sbiancamento che ripristinano il colore naturale del dente.

A volte questi denti si possono cariare di nuovo e anzi questo succede senza sintomi, visto che il “nervo” è stato asportato.